Le alici fritte sono un piatto semplice e irresistibile della cucina pugliese, perfetto per chi vuole portare in tavola tutto il sapore del mare pugliese. Questa ricetta è facile da preparare e ideale sia come antipasto che come secondo piatto. Con pochi ingredienti e qualche trucco, otterrai delle alici croccanti e dorate fuori, morbide e saporite dentro. Prepararle sarà un piacere, e il risultato conquisterà tutti!
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PLUMCAKE SALATO ZUCCA E FORMAGGIO |
La zucca non manca mai nella mia cucina in questo periodo: la tengo spesso esposta sul piano di lavoro, e solo vederla mi dà gioia. Questo plumcake salato è perfetto per una cena in famiglia, da portare al lavoro o come finger food per accompagnare salumi e formaggi.
Dati della ricetta:
- Tempo di preparazione: 15 minuti
- Tempo di cottura: 35-40 minuti
- Difficoltà: ★★☆☆☆ (Facile)
- Tipologia: Antipasto, Finger Food, Merenda all'italiana
- Modalità di cottura: Cottura a vapore (per la zucca) e forno ventilato (per il plumcake)
Vi passo gli ingredienti:
- 100 g di farina integrale di grano tenero
- 100 g di farina 0
- 200 g di purea di zucca cotta a vapore
- 100 g di formaggio Emmental a cubetti
- 80 g di gherigli di noci tritati
- 3 uova
- 80 ml di olio extravergine di oliva (EVO)
- 100 ml di latte (io ho usato latte di soia)
- 300 g di pancetta a cubetti (facoltativa, per un sapore più deciso)
- 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
- 1 cucchiaino di sale
- Pepe q.b.
- Semi di zucca decorticati per guarnire
Procedimento:
Cuocete la zucca: Fate cuocere la zucca con mezza cipolla tritata, un filo d’olio e un po' d’acqua, fino a quando diventa morbida. Poi frullatela per ottenere una purea liscia.
Preparate l'impasto: In una ciotola, sbattete le uova con il latte e l'olio. Aggiungete la purea di zucca e mescolate bene.
Incorporate gli ingredienti secchi: Setacciate le farine insieme al lievito e unitele all'impasto. Aggiungete sale e pepe, mescolando delicatamente. Se l'impasto risulta troppo liquido, potete aggiungere altri 30-40 g di farina fino a ottenere una consistenza pastosa ma non liquida.
Aggiungete formaggio e pancetta: Unite all'impasto il formaggio, le noci tritate e la pancetta (se la usate).
Versate nello stampo: Trasferite l'impasto in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e livellatelo bene.
Guarnite: Cospargete la superficie con semi di zucca.
Cuocete: Infornate in forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. Verificate la cottura con la prova stecchino: se esce asciutto, il plumcake è pronto.
Variante vegana:
Per una versione vegana, potete sostituire il latte con quello di soia, il formaggio con una versione vegetale e le uova con 240 g di yogurt vegetale non zuccherato (circa 80 g per ogni uovo). Potete anche aggiungere formaggio secco vegetale o pomodori secchi per arricchire ulteriormente il sapore.
Questo plumcake salato alla zucca e formaggio è una ricetta che vale la pena provare. Preparatelo, il risultato vi sorprenderà per la sua bontà!
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Ingredienti:
- 4 funghi freschi (prataioli e cardoncelli)
- 3 fette di pane raffermo, sbriciolate
- 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 spicchio di aglio
- Un pizzico di peperoncino (facoltativo)
- Sale q.b.
3. Sbriciolate il pane raffermo e conditelo con abbondante olio extravergine di oliva, sale e uno spicchio d’aglio tritato finemente.
4. Il composto non deve risultare asciutto; se necessario, aggiungete altro olio d’oliva. Mescolate bene, schiacciando il tutto con una forchetta per amalgamare gli ingredienti.
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Zucchine fritte alla pugliese, dorate e croccanti: un classico sfizioso estivo della tradizione contadina, secondo l’autentica ricetta della nonna. Ottime sia calde o fredde, come contorno o secondo piatto e si accostano benissimo con pietanze sia di carne che di pesce. Una tira l’altra, è difficile smettere di mangiarle: il gusto della semplicità che diventa re.
Oggi vi parlerò di uno street food che non solo cattura l'essenza della tradizione e del gusto autentico del sud Italia, ma si rivela anche un'ottima scelta come antipasto: gli Scagliozzi di Foggia. Prima di addentrarci nella loro storia e caratteristiche, è importante sottolineare che questi bocconcini dorati e croccanti sono perfetti da servire come antipasti, arricchendo ogni tavola con la loro semplicità e ricchezza di sapori.
Questi bocconcini dorati e croccanti, non sono solo un apprezzato cibo da strada, ma rappresentano anche un vero e proprio simbolo della città, situata nel cuore del Tavoliere delle Puglie, il Granaio d'Italia. Foggia non è soltanto il luogo di origine di questi deliziosi snack, ma è anche una città vibrante, nota per il suo dinamismo universitario e per un ricco patrimonio culturale che spazia dalle antiche chiese e cattedrali a teatri storici, testimonianze viventi di secoli di storia. Questa ricchezza culturale, unita a un vivace spirito comunitario, rende Foggia un crogiolo di tradizioni culinarie dove l'antico incontra il moderno.
Gli Scagliozzi, piccoli tesori gastronomici di questo territorio, simboleggiano la continuità tra passato e presente. Originariamente un modo per valorizzare la polenta avanzata, questi bocconcini di polenta fritta incarnano la creatività e la sostenibilità della cucina povera. Dall'umile tavola dei contadini veneti immigrati nella Capitanata intorno 19 secolo, si diffuse come cibo povero nella città Foggia.
Oggi, la presenza degli Scagliozzi nelle friggitorie della città non è solo un omaggio alla storia culinaria ma anche all'identità e alla valorizzazione delle tradizioni. Attraversare le strade e gustare questo antico cibo modernamente amato, offre un'esperienza che va oltre il semplice atto del mangiare. È un'immersione in una cultura che, pur evolvendosi, mantiene salde le proprie radici.
Assaporare gli Scagliozzi non è solo un'esperienza gustativa; è tuffarsi a mani (e bocca) unte nell'olio, in una tradizione che parla di semplicità, storia e cultura. Questi pezzi dorati di polenta fritta, croccanti fuori e morbidi dentro, non sono solo uno snack: sono un rituale, un pezzo di Foggia da portare con sé, un ricordo tangibile di una città che sa come raccontare la propria storia attraverso i sapori. Mangiare gli Scagliozzi significa connettersi con l'anima di Foggia, sperimentando la gioia pura che solo il vero street food sa offrire.
Il cuore della casa si anima in cucina cucina, dove le tradizioni si mescolano con la creatività di ogni giorno. Oggi voglio portarvi nel mondo del rotolone, un piatto che incarna la gioia del cucinare e del condividere. Prepareremo insieme un rotolone farcito con Emmental e prosciutto, un abbinamento classico che non smette mai di deliziare il palato.
L' Emmental, con il suo sapore dolce si fonde armoniosamente con la ricchezza del prosciutto, creando un contrasto gustoso che esalta entrambi gli ingredienti. Ogni fetta di questo rotolone è una celebrazione che solo un piatto fatto in casa può offrire.
Che sia per un pranzo in famiglia o una cena con amici, il rotolone farcito rappresenta una scelta perfetta, capace di trasformare un semplice pasto in un'occasione speciale. Ricetta, facile, gustosa e facile da preparare.
Seguite la ricetta passo dopo passo, e lasciatevi guidare nella creazione di un capolavoro culinario che sarà sicuramente apprezzato da tutti.
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Ingredienti:
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Il rustico leccese, fiore all'occhiello della cucina salentina, incarna l'autenticità e la tradizione culinaria della regione. Questo delizioso street food, nato probabilmente dall'estro creativo delle corti nobiliari di Lecce nel corso del XVIII secolo, ha conquistato il cuore e il palato di generazioni di salentini e visitatori. La sua ricetta classica, semplice ma incredibilmente soddisfacente, prevede l'uso di pasta sfoglia, mozzarella fresca, pomodoro e besciamella, sapientemente assemblati e cotti fino alla perfezione dorata. Il risultato è un boccone avvolgente, con un contrasto irresistibile tra la croccantezza della pasta sfoglia e la cremosità del ripieno.
Tuttavia, il rustico leccese non si ferma alla sua versione tradizionale. Negli ultimi anni, chef e appassionati di cucina hanno sperimentato una miriade di varianti, reinterpretando questo classico in chiave moderna e creativa.
Tra le varianti più popolari, troviamo il rustico leccese con ripieni gourmet, come prosciutto crudo, formaggi stagionati e verdure grigliate. Altri preferiscono aggiungere un tocco di innovazione con ingredienti esotici o fusion, creando un'esperienza gustativa unica e sorprendente.
Per i palati più avventurosi, ci sono versioni vegetariane e vegane del rustico leccese, che sostituiscono la tradizionale mozzarella e la besciamella con alternative a base vegetale, garantendo comunque un sapore straordinario e appagante.
Inoltre, non possiamo dimenticare le rivisitazioni del rustico leccese come finger food o antipasto raffinato, servito in eleganti buffet o eventi speciali, dove la sua presentazione curata e la qualità degli ingredienti lo rendono una scelta irresistibile per ogni occasione.
In conclusione, il rustico leccese continua a stupire e deliziare, sia nelle sue forme più classiche che nelle reinterpretazioni moderne. Con il suo connubio perfetto di tradizione e innovazione, è destinato a rimanere un'icona della gastronomia salentina, sempre pronto a conquistare nuovi palati e a celebrare l'arte culinaria di questa meravigliosa regione d'Italia.
Per la ricetta classica del rustico leccese e altre varianti, consulta il mio blog di cucina qui: Rustico Leccese.

Scopri la vera frisella pugliese: un tesoro della cucina tradizionale, semplice e gustoso. In questo articolo ti racconto la sua storia, le ricette autentiche e i segreti per prepararla come una volta. Dalla tavola contadina al piatto estivo perfetto: tutto sulla frisella, simbolo del Mediterraneo.
Ingredienti:
- 3 uova
- 1 bicchiere di olio extravergine di oliva
- 1 tazzina da caffè di latte
- 1 cubetto di lievito di birra
- Farina di farro (quanto basta)
- 150 gr di salame a dadini
- 150 gr di mortadella a dadini
- 150 gr di Emmental a pezzetti
- 4-5 pizzichi di sale
Preparazione:
- In un'impastatrice, combinare le uova, l'olio, il sale, il lievito di birra sciolto nel latte tiepido e il latte stesso.
- Aggiungere gradualmente la farina setacciata fino a ottenere un impasto omogeneo.
- Incorporare delicatamente salumi e formaggi all'impasto, che sarà leggermente molliccio.
- Trasferire l'impasto su una spianatoia e, con le mani umide di acqua o olio, lavorarlo dandogli la forma di una ciambella.
- Posizionare l'impasto in uno stampo da babà precedentemente imburrato e infarinato.
- Lasciare lievitare in un ambiente caldo fino al raddoppio del volume.
- Cuocere in forno preriscaldato a 170-180°C per circa 25-30 minuti.
Peperoni arrostiti al forno: il contorno più gustoso della cucina pugliese. Questo piatto racchiude i sapori autentici tradizionali, con ingredienti semplici e una preparazione facile.
Peperoni arrostiti: un piatto povero che racconta la Puglia
Lampascione: un simbolo della cucina tradizionale pugliese_
Il lampascione, scientificamente noto come Muscari comosum, è un bulbo dal colore violaceo dalla forma simile a una piccola cipolla, che cresce spontaneamente, soprattutto nei terreni incolti, a una profondità di circa 15-20 cm. È facile riconoscerlo grazie al suo fiore violaceo, che spunta in superficie, mentre il bulbo viene raccolto tradizionalmente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Si distingue per il suo gusto unico, amarognolo e aromatico, che lo rende ideale per una vasta gamma di preparazioni. Da secoli, il lampascione è protagonista di piatti semplici e genuini, dagli aperitivi e frittelle a ricette più sfiziose e creative. Presente sia nei pasti quotidiani che nelle occasioni speciali, questo bulbo racchiude in sé tutto il sapore della tradizione e il legame con la terra.
Le radici antiche del lampascione: tra storia e cultura
Le origini del lampascione risalgono a millenni fa, quando Egizi, Greci e Romani ne apprezzavano le qualità culinarie e terapeutiche. Nel I secolo d.C., Plinio il Vecchio ne descriveva gli usi nella medicina e nella cucina, mentre durante il Medioevo il bulbo continuò a essere coltivato per il suo valore alimentare e medicinale. La sua diffusione è legata alla tradizione contadina pugliese, dove rappresentava un alimento prezioso e un simbolo di legame con la terra.
Un alleato naturale per la salute: proprietà e controindicazioni
Il lampascione è noto per le sue proprietà antinfiammatorie, depurative e diuretiche, grazie ai composti solforati che favoriscono la purificazione dell’organismo. Ricco di fibre e con sole 37 calorie per 100 grammi, è ideale per chi cerca alimenti nutrienti ma leggeri. Tuttavia, il consumo del lampascione richiede moderazione: può causare flatulenza a causa dei suoi oli essenziali e delle sostanze solforate.
Le Madonne del lampascione: tra devozione e tradizione popolare
In Puglia, il lampascione non rappresenta soltanto un elemento della cucina tradizionale, ma è anche legato a momenti di profonda fede e cultura locale. Ad Acaya, una piccola frazione di Vernole (LE), ogni primo venerdì di marzo si celebra la sagra dedicata al pampasciulu. Durante questa ricorrenza, la comunità onora la Madonna Addolorata, affettuosamente chiamata “Madonna dei pampasciuni” per il suo legame con la tradizione culinaria.
A questo legame si aggiunge anche l’esistenza di una confraternita, la Confraterntia del Pampascione, che contribuisce a mantenere viva la tradizione e il simbolismo legati al lampascione. Questa celebrazione riflette l’importanza del lampascione non solo come cibo, ma come parte integrante dell’identità culturale pugliese.
Lampascione in cucina: un sapore versatile e unico
Il lampascione si presta a innumerevoli ricette . tra le più comuni in Puglia:
- Lampascioni lessi: semplici e leggeri, conditi con olio, sale, pepe e limone, ideali per assaporare il gusto autentico del bulbo
- Frittelle di lampascioni: morbide e croccanti, perfette come antipasto o snack.
- Frittata di lampascioni: un piatto semplice e gustoso, che combina il sapore deciso del bulbo con la delicatezza delle uova.
- Lampascione sotto la cenere: una preparazione antichissima, che cuoce i bulbi lentamente sotto la brace, sprigionando un aroma unico e avvolgente.
- Lampascione sott’olio: conservati con olio extravergine d’oliva, sono ideali per arricchire antipasti o accompagnare formaggi e salumi.
- Agnello o coniglio con lampascioni: piatti celebri in cui il bulbo si sposa alla perfezione con la carne, creando un equilibrio unico di sapori.
- Lampascioni al sugo: una preparazione saporita, in cui i bulbi vengono cotti lentamente in un sugo ricco e aromatico.
- Lampasci.oni in insalata: perfetti come piatto fresco, combinati con altre verdure e condimenti leggeri.
I lampascioni possono essere cotti in diversi modi, tra cui lessati, al forno, alla brace o persino nella friggitrice ad aria, offrendo un’ampia gamma di possibilità per esaltarne il sapori.
Queste ricette raccontano la versatilità del lampascione e il suo ruolo fondamentale nella tradizione culinaria pugliese.
Un prodotto dai mille nomi: il lampascione
È noto anche come lambascione o cipollaccio, e a seconda delle zone può essere chiamato in tanti modi diversi, tra cui: Botrianto dal fiocco, giacinto col pennacchio, giacinto col fiocco, lampagione, , moscarino, porrettaccio, bambasciùle, lampasciune, l, pampascione, vampascione, cipolluzze, rampasciuoli, vampasciuli, lambagioni, vambagioni.
Questo straordinario bulbo non è solo un ingrediente della tradizione culinaria, ma anche un simbolo identitario della Puglia, riconosciuto ufficialmente nel 2019 con l'inserimento nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). La sua area di origine comprende l'intera regione, a testimonianza del legame profondo tra il lampascione e la cultura pugliese.
Il lampascione è l’essenza pura della Puglia, un simbolo autentico della sua tradizione culinaria e culturale. Le vecchie generazioni, con ingegno e passione, hanno imparato a valorizzarlo, trasformandolo da semplice prodotto della terra a protagonista di ricette ricche di sapore e significato. Portarlo in tavola oggi significa continuare a tramandare questa eredità, celebrando i sapori genuini e il legame con le radici più profonde della regione. Versatile e ricco di storia, il lampascione unisce passato e presente, portando con sé il calore della cucina di famiglia e l’autenticità della Puglia. Un piccolo bulbo che racconta grandi storie di tradizione e creatività.
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